Le nostre Montagne

Liguria, regione da sempre associata al mare.

Triora, il paese delle streghe. Ma la liguria non è solo mare e triora non è solo streghe.
È un piccolo comune ma con il più vasto territorio della provincia di Imperia. E nel nostro territorio si ergono imponenti alcune delle montagne più belle delle Alpi Liguri.
La prima e sicuramente più importante è il Monte Saccarello che con i suoi 2200 metri svetta sulle altre essendo anche la più alta della Liguria stessa, con l’imponente statua del Santo del Redentore che dall’alto veglia sui suoi abitanti.
Dal versante nord, ottima stazione sciistica è Monesi ,ma non solo sci, anche trekking con le racchette, dove arrivati alla cima si è un tutt’uno con la natura. In estate è meta altresì ambita per gli amanti delle camminate che da Monesi dal versante nord o da Triora dal versante sud alla cima del Saccarello trovano una varietà di fiori tra cui è impossibile non nominare il rododrendo, e una varietà di animali selvatici che fanno compagnia ad un escursionista attento.
Tra questi non possiamo non citare le aquile, oltre che le marmotte e i camosci. Dal santo del Redentore a 20 min di cammino in direzione del monte del Frontè vi è di supporto ottimo rifugio alpino. (rifugio Sanremo)
Monte Frontè. Altrettanto bello e importante per la fioritura assai rara delle stelle alpine. Sulla sua sommità svetta la statua marmorea della Madonna del Frontè, cui i viandanti spesso lasciano un pensiero scritto sul taccuino posto ai suoi piedi.

Percorrendo una tra le più belle strade alpine, l’antica via del sale, in una natura incontaminata, passando tra felci e rododendri, larici e abeti altissimi, trasparenti laghetti montani, si arriva al colle dei Signori. Il Marguareis con i suoi 2700 metri è imponente.
In un paesaggio totalmente differente, dall’aspetto lunare, si prosegue e si arriva a Limone Piemonte.
Al ritorno una visita al Parco del Mercantour con sosta a Casterino è d’obbligo.
Tornando nel nostro comune, al confine con la Francia, verde, fiorita e lussureggiante, in estate, elegante e leggiadra in inverno è cima Marta.
In inverno raggiungibile con le racchette da neve, è per gli amanti della fotografia,fonte di grande ispirazione.
A farle da sentinella c’è Gerbonte, foresta demaniale, sicuramente la più rigogliosa e ricca di conifere, con i larici secolari più grandi della Liguria.

 

Il Monte Saccarello

SaccarelloSaccarello

L’alba e il tramonte visti dal rifugio del Saccarello.

Risulta geograficamente interessante per almeno tre motivi: è innanzi tutto la cima più elevata della Liguria, è inoltre un importante nodo orografico poichè dalla sua vetta hanno origine le linee spartiacque che separano tre vallate (Roya, Tanaro e Argentina) associate a tre diverse regioni (Provenza, Piemonte e Liguria) ed è infine celebre poichè dalle sue pendici, con il nome di Tanarello, nasce il Tanaro, unico rilevante affluente di destra del Po ad avere origine alpina. La sua cima, comune alle province di Cuneo ed Imperia ed al dipartimento francese delle Alpi Marittime, è tuttavia anche assai interessante dal punto di vista paesaggistico, essendo un punto panoramico di primaria importanza: ampia risulta infatti la visione sulle Alpi Liguri dall’Antoroto al Marguareis verso nord e nord-est e verso il Toraggio ed il Pietravecchia verso sud-ovest ed entusiasmante appare inoltre il panorama che dal suo punto culminante si apre verso occidente, panorama dominato dalle cime del Parco del Mercantour e dal solco della valle Roya.
La vetta può essere raggiunta da Monesi seguendo una strada sterrata di origine militare; l’itinerario descritto sale invece dalla valle Arroscia, in provincia di Imperia, raggiunge rapidamente lo spartiacque con la valle Tanaro e, seguendo a lungo la cresta, raggiunge la cima con il vantaggio di svolgersi quasi essenzialmente su sentiero e con percorso sicuramente più panoramico. Elementi di interesse dell’escursione risultano inoltre l’abbondante fioritura della Fritillaria, dalle curiose campane gialle ricurve punteggiate in bourdeaux, pianta soggetta a protezione assoluta che alligna in prossimità del Colle del Frontè, ed i numerosi ruderi di fortificazioni militari che si incontrano lungo la cresta spartiacque fin sulla vetta.
Una curiosità è costituita anche dalla presenza del Redentore; facente parte delle sculture collocate sulla cima più alta di ogni regione italiana per festeggiare l’inizio del XX secolo, la statua in bronzo dorato venne costruita a Parigi e trasportata in vetta nel settembre del 1901: l’inaugurazione avvenne il giorno 15 dello stesso mese ma, poichè i lavori non erano stati completati per tempo (mancava il piedistallo), la cerimonia venne ripetuta nel settembre dell’anno successivo innanzi a migliaia di fedeli.
La scultura, di dimensioni imponenti (complessivamente la parte bronzea e quella in muratura s’innalzano per 14 metri), è collocata a quota 2166 m., alcune centinaia di metri (in lunghezza) prima del punto culminante: su quest’ultimo, oltre ai ruderi di numerose postazioni militari, è presente un cippo bianco, alto circa 4 metri, innalzato nel 1891 in ricordo di una pattuglia di alpini travolti da una valanga… e proprio a proposito di valanghe, la relativa vicinanza al mare non deve indurci a ritenere questa montagna meno severa di altre zone montuose poste in posizione più centrale; proprio dal Saccarello, sempre il 30 gennaio ma a distanza di 180 anni (1805 e 1985), si staccarono due imponenti valanghe che precipitarono su Verdeggia, circa 1000 metri più a valle, percorrendo esattamente lo stesso canalone: mentre in occasione del primo evento la massa di neve portò distruzione e morte, negli anni ’80 fu invaso soltanto un piazzale praticamente vuoto: una volta tanto l’uomo era stato saggio e aveva ricostruito le case in una posizione più sicura.